GESENU ENTRA NELLA CLASSIFICA DELLE PRIME UTILITY ITALIANE

GESENU nella classifica nazionale “TOP UTILITY ANALYSIS”. Il report presentato il 25 febbraio a Roma, con l’assegnazione dei riconoscimenti alle prime 100 Utility Italiane. Grande soddisfazione espressa da Carlo Noto La Diega, membro del Consiglio di Amministrazione di Gesenu S.p.A., presente per l’azienda all’evento.

La ricerca condotta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la Comunità Europea, il Ministero dello Sviluppo e l’ENEA. L’indagine, coordinata dal Comitato scientifico diretto dal professor Alessandro Marangoni, ha analizzato le eccellenze di questi settori economici nell’ambito della sostenibilità, dell’economicità, dell’etica, della qualità del servizio e dell’attenzione per i consumatori.

Il prestigioso riconoscimento TOP UTILITY TECNOLOGIA E INNOVAZIONE, risultato di un articolato metodo di analisi su 153 parametri che mette a confronto le performance operative delle migliori aziende italiane dei diversi comparti delle Utility – energia, acqua, gas e rifiuti.

GESENU ha fatto il suo ingresso in finale insieme a importanti realtà nazionali nei confronti delle quali ha assunto il ruolo di valido concorrente sul terreno dei migliori risultati collegati al patrimonio tecnologico e all’innovazione.  
Il riconoscimento istituzionale TOP UTILITY TECNOLOGIA E INNOVAZIONE significa, infatti, aver conseguito un risultato importante a fronte di investimenti in infrastrutture e attrezzature tecnologiche in un settore, quello dei rifiuti, che in Italia presenta ancora diverse criticità. Il comparto è l'unico tra quelli analizzati che nel 2012 ha visto una crescita degli investimenti rispetto all'anno precedente, con particolare riferimento alla raccolta ed alle attrezzature necessarie, al parco automezzi.

Nel 2012 le cento Utility hanno superato la crisi con risultati economici e finanziari stabili o, in molti casi, addirittura in crescita. Acquedotti, aziende elettriche e del gas, aziende del comparto dei rifiuti, per esempio, hanno investito oltre 4,2 miliardi di euro, pari allo 0,3% del prodotto interno lordo e hanno sviluppato ricavi per 130 miliardi, lavoro per circa 130mila addetti. Le 100 Utility in classifica rappresentano il 66% dell'energia distribuita nel Paese, il 79% dell'acqua potabile erogata al 71% della popolazione e il 38% dei rifiuti raccolti.

I dati economici, trovano riscontro anche in quelli sociali ed ambientali, rafforzando il dialogo con i consumatori. A prescindere dalle dimensioni, alcune Utility locali hanno ottenuto risultati migliori di grandi imprese quotate in Borsa.

L'analisi effettuata per individuare le cento maggiori aziende presenti in Italia nei settori dell'energia, dell'acqua, del gas e dei rifiuti,  ha valutato le imprese in un'ottica di performance integrata:  sostenibilità economica, finanziaria, ambientale e sociale.  Il ritratto vede una prevalenza di piccole e medie imprese (49), ma ci sono anche importanti gruppi nazionali e internazionali; molte sono multiutility (34).  Rappresentano il 66% dell'energia distribuita, il 79% dell'acqua potabile fornito al 71% della popolazione e il 38% dei rifiuti raccolti, spesso con valori di eccellenza quando riferiti alla differenziata.

Lo studio sulle maggiori cento aziende italiane pubbliche e private dell'energia, dell'acqua, del gas e dei rifiuti, messe a confronto in occasione della seconda edizione della Top Utility Analisys, è stato realizzato da Althesys in collaborazione con Federutility, Federambiente, Confservizi, Fise Assoambiente, Assoelettrica, Federchimica, Confindustria Energia, Cedec, Gse, Unioncamere, Aidi, Assocarboni, Fast, Fcs e EnergyLab, per valutare in un'ottica integrata di sostenibilità economica, finanziaria, ambientale e sociale le performance delle principali utility attive in Italia e redigere la graduatoria di merito.

"Per scoprire queste eccellenze” spiega l'economista Alessandro Marangoni, amministratore delegato di Althesys e coordinatore della ricerca Top Utility “ abbiamo esaminato 153 parametri in cinque diverse aree di valutazione, cioè il criterio economico-finanziario, i risultati operativi e la capacità di innovazione, la sostenibilità, i clienti e lo sviluppo sul territorio, la qualità della comunicazione. Il metodo di valutazione che abbiamo adottato considera anche le dimensioni e le differenti aree di business. L'obiettivo è fornire alle imprese, alla classe dirigente, ma soprattutto ai consumatori le indicazioni generali sull'andamento del settore, gli strumenti per valutare i cambiamenti, e l'obiettivo è anche premiare chi si è distinto".

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